Inaugurazione

Anche Airolo città universitaria:
apre la Casa della sostenibilità
per gli studenti USI (e non solo)

Sabato 23 marzo 2024 circa 5 minuti di lettura
La nuova Casa della sostenibilità ad Airolo (foto Ti-Press / Samuel Golay)
La nuova Casa della sostenibilità ad Airolo (foto Ti-Press / Samuel Golay)

Una nuova sede dell’Università della Svizzera italiana nel nord del Cantone. Tutti gli allievi dei bachelor dovranno partecipare a seminari nell’ex-ufficio postale trasformato in un luogo di iniziative didattiche
di Paolo Rossi Castelli

Airolo città universitaria: l’idea, ardita e bellissima, era venuta a Boas Erez, ex-rettore dell’USI, e al professor Massimo Filippini sul bordo di una pista da sci, nel 2018. Sembrava un progetto piuttosto arduo da realizzare, e invece dopo 6 anni, il 21 marzo 2024, primo giorno di primavera, la sede dell’Università della Svizzera italiana nell’”estremo nord” del Canton Ticino, subito a ridosso del passo del San Gottardo, è stata inaugurata davvero. Si sono impegnate tante persone per rendere concreta questa idea, a partire dall’ex-sindaco di Airolo, Franco Pedrini, e dal suo successore, Oscar Wolfisber, con la collaborazione fondamentale delle autorità cantonali. «Avevamo “convocato” Pedrini all’osteria Gottardo, per parlargli della nostra visione - ha raccontato durante la cerimonia di inaugurazione Massimo Filippini, che è originario di Airolo e insegna economia politica all’USI e al Politecnico federale di Zurigo. - L’ex-sindaco ha subito capito che una “succursale” dell’Università della Svizzera italiana avrebbe potuto avere una grande importanza per Airolo, ma anche per tutta la regione. E ha detto sì, senza pensarci troppo».

Il cammino è stato complesso, ma è andato a buon fine. Il Comune ha comprato e ristrutturato per 3 milioni di franchi l’ex-ufficio postale, sulla base di un progetto dello studio Gendotti; l’Università ha firmato la convenzione e organizzato un fitto programma di iniziative per dare vita alla nuova Casa, che sarà dedicata interamente alla sostenibilità. Molti altri sono intervenuti, in vari modi: per esempio offrendo biglietti gratuiti del treno agli studenti che frequenteranno i seminari di studio nella Casa (è il caso delle FFS). Un aiuto forte è arrivato anche da BancaStato, dalle Aziende Industriali di Lugano, dall’Ente regionale per lo sviluppo Bellinzonese e Valli, dall’Ufficio cantonale dello sviluppo eocnomico, e da altri ancora.

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Oltre a numerosi eventi, nella Casa della sostenibilità verranno organizzati 25 seminari l’anno, destinati agli studenti dell’USI. «Affronteranno sotto diverse angolazioni i temi legati allo sviluppo sostenibile - ha spiegato Filippini. - Gll studenti, di tutte le facoltà dell’USI, potranno scegliere quelli più vicini ai loro interessi, e verranno poi ospitati per tre giorni nella Casa, che disponde di 23 posti letto». Sarà, quindi, non solo un’esperienza didattica, ma anche un momento di condivisione degli spazi (un po’ come in un rifugio alpino, è stato detto...), e di dibattiti fra i ragazzi, i professori e anche esperti provenienti dal mondo esterno all’USI.

«Gli studenti di oggi saranno le persone che governeranno le nostre città, l’economia, la società, nei prossimi anni - ha detto Luisa Lambertini, rettrice dell’USI. - È fondamentale che possano formarsi affrontando in modo approfondito i temi della sostenibilità. Anche i nostri seminari, in un luogo come questo, potranno aiutare». 

Airolo è il posto giusto: «È un luogo circondato da montagne incontaminate - ha commentato Filippini - ma alle prese anche con una fortissima pressione ambientale, in seguito alla presenza dell’autostrada, della ferrovia, e con i ghiacciai che si stanno sciogliendo, purtroppo. È in una zona così che si può e si deve mettere alla prova l’autentica sfida della sostenibilità (troppo facile farlo in luoghi con minori contrasti...)». L’alta Leventina, insomma, come laboratorio sociale e scientifico, dove le iniziative già non mancano. «A pochi chilometri da qui c’è il Bedretto Lab, gestito dal Politecnico federale di Zurigo - ha detto il presidente del Consiglio di Stato Raffaele De Rosa. - E poi il parco eolico del San Gottardo, e il Centro Biologia Alpina di Piora. Insomma, l’alto Ticino non è solo un luogo turistico ma, sempre più, anche un polo di ricerca».

Conferma Wolfisber: «Una parte significativa del nostro sviluppo passerà attraverso l’attività scientifica e l’offerta culturale. Sono un sindaco fortunato, a vedere l’arrivo dell’Università. Sono sicuro che molti studenti si innamoreranno di questi luoghi e ne diventeranno ambasciatori. O, come si dice oggi, influencer...».

Ogni seminario, dicevamo, durerà tre giorni e verrà articolato in quattro “moduli”: il primo sarà un’introduzione al concetto di sviluppo sostenibile; sono poi previste escursioni sul campo; interventi di professori USI, o esperti esterni; preparazione di un elaborato di gruppo. Il tutto nei quattro piani dell’edificio, a due passi dalla stazione ferroviaria, che compendono un’”agorà” (un grande spazio comune) a piano terra, per le lezioni e i dibattiti; una sala-soggiorno; i posti letto; e anche un planetario.

«L’idea è quella di rendere obbligatorio un seminario, e dunque un soggiorno nella Casa della sostenibilità, per tutti i nostri studenti di bachelor - spiega Luisa Lambertini. - In questa fase iniziale saranno le singole facoltà a decidere se rendere subito attivo l’obbligo, con quali modalità e crediti formativi. Ma in futuro tutti i ragazzi del bachelor dovranno fare questa esperienza». La nuova sede dell’USI, in ogni caso - che è coordinata da Giovanni Pellegri e da Cristina Gianella - si aprirà anche ad altri enti, istituzioni o aziende private che vorranno occuparsi di sviluppo sostenibile. La Casa, secondo le intenzioni dell’Università, dovrà diventare il luogo “d’elezione”, per questi temi. «Anche il Consiglio di Stato - aggiunge Luisa Lambertini - potrà venire qui, quando si occuperà di questi argomenti. Tutto rientra in quel “capitolo”, importante, della pianificazione USI per i prossimi anni, che prevede un’inclusione sempre più ampia delle attività universitarie nella realtà concreta delle città. La nostra Università è già presente a Lugano, Bellinzona e Mendrisio. Da sud a nord, vogliamo partecipare sempre più alla vita della collettività».