Nuove turbine al San Gottardo: sotto esame costi, protezione
degli uccelli migratori e tempi

Il "Piano Direttore" del Cantone, che definisce le strategie energetiche, prevede due nuove turbine, da aggiungere alle cinque esistenti. Forte attenzione all’impatto ambientale. La decisione finale a metà 2027di Benedetta Bianco
Dopo anni di ipotesi e discussioni, il Parco Eolico del San Gottardo sembra, infine, vicino a un ampliamento: due turbine aggiuntive, rispetto alle cinque già presenti, sono state inserite nella scheda V3 Energia del Piano Direttore del Cantone Ticino, che definisce le strategie e gli obiettivi per il settore energetico cantonale con particolare attenzione allo sfruttamento delle risorse rinnovabili, pubblicato a marzo di quest’anno e aperto alla consultazione fino a maggio. La valutazione è attualmente in corso e, se non ci saranno particolari ritardi dovuti a ricorsi, la decisione finale potrebbe arrivare attorno alla metà del 2027. In quel caso, l’installazione dei nuovi aerogeneratori potrebbe concludersi entro il 2030.
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Come avevamo già accennato in un articolo dedicato all’energia eolica, pubblicato su Ticino Scienza nell’agosto 2025, quello del San Gottardo è l’unico parco eolico del Ticino e tra i più alti d’Europa, vista la sua collocazione a 2’130 metri sopra il livello del mare. È stato realizzato nel 2020 dalla Società Parco Eolico del San Gottardo SA, partecipata al 70% dall’Azienda Elettrica Ticinese (AET), al 25% dai Services Industriels de Genève (SIG) e al 5% dal Comune di Airolo, con un investimento complessivo di 32 milioni di franchi svizzeri. È ora parte integrante della catena produttiva dell’AET e ha una potenza complessiva di 11,75 MW, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 4’000 economie domestiche. L’impianto, gestito dal Centro comando di Monte Carasso, produce energia prevalentemente durante la stagione invernale e permette, dunque, di bilanciare la produzione fotovoltaica che invece si concentra nel periodo estivo.
La valle che ospita le turbine, ognuna alta 98 metri, include laghi di montagna, installazioni militari, infrastrutture stradali e turistiche e strutture relative agli impianti idroelettrici Lucendro e Sella. La disposizione finale delle cinque torri è stata, perciò, il risultato di un compromesso tra molti fattori diversi: da un lato i requisiti tecnici come lo sfruttamento del vento e le condizioni morfologiche del terreno, dall’altro i vincoli imposti dalla presenza delle infrastrutture già esistenti, dalle esigenze di accesso all’area e dal rispetto dei requisiti per la protezione dell’ambiente e degli animali. Ad esempio, durante la realizzazione, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha dato le indicazioni per l’illuminazione e la marcatura a colori delle torri, mentre l’Ufficio federale dell’armamento ha imposto di lasciare libero un corridoio per il volo a bassa quota di elicotteri in caso di emergenza. Quest’ultima richiesta, in particolare, ha obbligato a spostare il generatore numero 4 verso la montagna, al limite della zona rossa a rischio valanghe.
Al rispetto degli stessi vincoli saranno sottoposte anche le due ipotetiche nuove turbine, come ci conferma il responsabile del progetto del Parco Eolico del San Gottardo per AET, Leonardo Locarnini. «Stiamo già lavorando con lo stesso architetto paesaggista che ci ha seguiti sul Parco esistente, per trovare i necessari compromessi. Una delle turbine si troverebbe nella zona rossa per rischio valanghe, e si dovrà dunque trovare una soluzione per proteggerla in naniera adeguata. L’ampliamento, comunque, riguarda la zona a Nord dell’attuale Parco: ciò vuol dire che le due nuove turbine sarebbero più lontane dagli stabili, e quindi l’impatto risulterebbe estremamente ridotto. In ogni caso – dice Locarnini – sulla base della nostra esperienza la popolazione locale è in genere favorevole. Ci risulta, anzi, che la presenza del Parco Eolico abbia incrementato le visite turistiche del luogo: noi accompagniamo spesso gruppi in visita e abbiamo anche un sentiero tematico che fa il giro del Parco e della vicina diga del Lucendro (situata sul Passo del San Gottardo). Quindi dal punto di vista didattico sembra essere un buon attrattore».
L’opinione favorevole per lo meno della popolazione del Comune di Airolo, quella più direttamente coinvolta nel progetto, era stata confermata qualche mese fa a Ticino Scienza anche dal sindaco di Airolo, Oscar Wolfisberg: «Attualmente - aveva detto - il parco eolico funziona in modo regolare e soddisfacente. È bene ricordare che, nella fase di realizzazione dell’attuale impianto, le principali difficoltà non sono derivate dalla popolazione airolese, anche perché il Consiglio Comunale aveva approvato il progetto a larga maggioranza, bensì dal lungo processo di ricorsi promosso da poche associazioni. Oggi – aveva aggiunto Wolfisberg – a distanza di alcuni anni, l’impressione è che il parco sia percepito in modo positivo, che valorizzi il territorio del San Gottardo e che, per certi versi, sia anche capace di promuovere la regione».
I TRE REQUISITI - Il San Gottardo è l’unico luogo, in Ticino, adatto a ospitare un parco eolico di queste dimensioni, perché è l’unico, come spiega Locarnini, che possiede tutti e tre i requisiti chiave: la presenza del vento a livelli sufficienti, la possibilità di allacciarsi facilmente alla rete elettrica, e strade sufficientemente ampie per il trasporto delle turbine. I due nuovi aerogeneratori saranno simili ai cinque già attivi per potenza e dimensioni, dal momento che se fossero più grandi sarebbe impossibile trasportarli, ma il modello dovrà essere necessariamente diverso, visto che quello usato in precedenza è ormai fuori produzione. L’investimento in gioco è di 12,5 milioni di franchi svizzeri, con una potenza installata di circa 4,6 MW. Si tratta di 5 GWh in più all’anno, pari al fabbisogno di circa 1’100 economie domestiche, che si andrebbero ad aggiungere ai 13,5 GWh all’anno prodotti finora.
Il rendimento energetico inferiore alle attese del Parco Eolico del San Gottardo è proprio uno dei temi portati da chi sostiene che l’ampliamento risulterebbe poco utile. «È vero che l’obiettivo che ci eravamo posti dei 16 GWh all’anno non è stato raggiunto - conferma Locarnini. - Uno dei motivi è che le stime iniziali erano basate sul periodo 2014-2016, che ha visto anni più ventosi di quelli che si sono susseguiti in seguito. Non possiamo sapere se si tratta solo di una parentesi e se il vento riprenderà a soffiare a quei livelli nei prossimi anni: forse ha influito anche il cambiamento climatico. In più, è stato sottostimato anche il problema del ghiaccio, che tiene ferme le turbine per un numero considerevole di ore. Ma, nonostante questo, la produzione eolica è molto importante perché avviene per due terzi in inverno, la stagione nella quale la Svizzera importa più energia – sottolinea il responsabile – colmando le lacune della produzione fotovoltaica che invece si concentra in estate. In quest’ottica l’ampliamento risulta interessante, perché darà un apporto supplementare all’energia invernale. Le stime fornite per le turbine aggiuntive dovrebbero risultare più realistiche, perché si basano già sui dati raccolti negli ultimi anni».
L’ATTENZIONE AGLI ANIMALI - Occorrerà prestare attenzione anche all’avifauna. Le pale eoliche, infatti, possono rappresentare un pericolo per uccelli e pipistrelli, in particolare per le specie migratrici. Questo perché, anche se sembrano muoversi lentamente, le punte degli aerogeneratori possono girare a una velocità anche di 80 metri al secondo per quelli più grandi. Inoltre, essendo dipinte principalmente di bianco, le pale eoliche possono risultare molto poco visibili in caso di nebbia. Il Parco Eolico del San Gottardo ha però preso da tempo contromisure in tal senso: è dotato di un radar che spegne le pale quando il passaggio di volatili supera una certa soglia, una soluzione che permette di ridurre moltissimo l’uccisione accidentale degli uccelli, e si stanno anche testando nuove soglie che dovrebbero ridurre ulteriormente gli incidenti.
L’impatto limitato del Parco sull’avifauna è confermato da un recente studio pubblicato a marzo 2026 sul Journal of Environmental Management. Il lavoro è stato condotto su mandato della società Parco eolico del San Gottardo SA dal biologo Federico Tettamanti, che nel 2021 ha fondato la società di consulenza ecologica e gestione faunistica "Studio Alpino Tettamanti". Nel corso dell’analisi che è durata quattro anni, dal 2021 al 2024, e che ha coperto sei stagioni migratorie, il radar ha rilevato il passaggio di 1,7 milioni di uccelli, e i decessi stimati dovuti a collisioni con le turbine sono stati circa 190: ciò significa che il 99,99% degli uccelli riesce ad attraversare il Parco indenne. «C’è stato un grande impegno da parte del Parco in questo senso – conferma Locarnini, - soprattutto per avifauna e chirotteri (pipistrelli), e l’idea è ovviamente quella di proseguire allo stesso modo anche per l’eventuale ampliamento».